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Albori della civiltà Bantù
Cenni di storia sul Malawi
È noto che l'area del Malawi era già abitata da ominidi due milioni di anni or sono. Sulle sponde del Lago Malawi (o Niassa) sono stati rinvenuti i resti di più recenti insediamenti umani risalenti a circa 100.000 anni fa. I reperti trovati indicano che questi ultimi appartenevano alla stessa popolazione che abitava gran parte di questa regione dell'Africa, gli antenati dei pigmei dell'Africa Centrale e dei San (o Boscimani) dell'Africa meridionale, di cui oggi sopravvivono solamente gruppi isolati.
Circa 2000 anni fa, questi 'Malawiani dell'età della pietra' iniziarono a essere messi sotto pressione da un'altra razza, i Bantu, che stavano gradualmente migrando verso l'area. I Bantu conoscevano il ferro e si dimostrarono superiori alla popolazione originaria sia nell'agricoltura sia nella guerra e infine divennero gli assoluti dominatori.
Nuove migrazioni portarono popolazioni bantu dalla regione del Congo al Malawi settentrionale attraverso la Tanzania, mentre nel sud, arrivarono gruppi dall'odierno Zaire e fondarono un regno che finì per dominare la parte meridionale del paese.
All'inizio del XIX secolo si ebbero altri due importanti flussi migratori. Gli Yao, dal Mozambico occidentale, invasero gli altipiani del Malawi meridionale, uccidendo gli abitanti locali, più pacifici, oppure catturandoli per venderli come schiavi. Gli Yao, che possedevano armi da fuoco fornite loro dai mercanti arabi della costa orientale, erano una delle molte tribù africane che rifornivano i mercanti di schiavi facendo incursioni nell'entroterra. All'incirca nello stesso periodo, da quello che è oggi il Sudafrica, gli Zulu iniziarono a spostarsi verso il Malawi meridionale e in seguito si diffusero in tutto il paese, sopraffacendo molte tribù locali.
I primi Europei ad arrivare nel Malawi furono gli esploratori portoghesi che raggiunsero l'entroterra africano passando dalla costa orientale dell'attuale Mozambico.
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