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Storia dalle colonizzazioni in poi
L'esploratore europeo più famoso a raggiungere l'area fu David Livingstone, un missionario scozzese che compì il suo primo viaggio in Malawi intorno al 1850. Nonostante i cattivi rapporti con la popolazione indigena e la malaria, molti missionari scozzesi fondarono missioni e conventi nel Malawi, ma nella maggior parte dei casi morirono di febbre e ottennero pochissime conversioni tra gli Africani.
Per quanto fossero stati scarsi i risultati da loro ottenuti, i missionari aprirono la strada ad avventurieri e mercanti di ogni risma che contribuirono a rendere il Malawi molto appetibile facendone una potenziale terra di conquista. La colonizzazione iniziò nel 1878 con l'arrivo della Livingstonia Central African Mission Company, una società scozzese il cui scopo era sviluppare una rete fluviale nell'Africa Centrale e introdurre il commercio. Il governo britannico dichiarò le Shire Highlands protettorato nel 1889 e ampliò le sue proprietà fino a includere gran parte del territorio sul lato occidentale del Lago Malawi, battezzando la colonia 'Nyasaland'.
Con l'espansione del controllo britannico, aumentò il numero di mercanti e stranieri nell'area e crebbe anche l'opposizione della popolazione locale alla colonizzazione. All'inizio del 1900, il reverendo John Chilembwe organizzò la prima vera azione contro l'occupazione inglese conducendo un attacco a una grande tenuta che si concluse con la morte del suo amministratore bianco. Le autorità coloniali schiacciarono la resistenza e non si ebbero altri importanti moti per l'indipendenza fino agli anni '50.
Gli Inglesi unirono il Nyasaland alla Federation of Northern and Southern Rhodesia (oggi Zambia e Zimbabwe), una mossa che aggravò il risentimento contro il governo coloniale. Dopo l'annuncio della nascita della federazione, nel 1944 si formò il Nyasaland African Congress, guidato dal dottor Hastings Banda. L'anno successivo, le autorità coloniali dichiararono lo stato d'emergenza, imprigionarono Banda e scatenarono la loro ira mietendo 52 vittime tra gli Africani. L'opposizione tuttavia continuò, rafforzata dal rilascio di Banda nel 1960. Gli Inglesi presero accordi con Banda per le elezioni, che si tennero l'anno seguente e finirono con una schiacciante vittoria del leader nero e del suo partito. Poco dopo, la federazione della Rhodesia e del Nyasaland fu sciolta e il Malawi dichiarò la sua indipendenza nel luglio del 1964.
Banda si dimostrò però un governante dispotico. Gli oppositori che non erano ridotti al silenzio venivano mandati in esilio. Con i suoi affari, inoltre, Banda assunse il totale controllo dell'economia. Non pago, nel 1971 si dichiarò 'presidente a vita'. Gli stretti rapporti con il Sudafrica portarono alla costruzione della nuova capitale, Lilongwe (quella precedente era Blantyre), che fu terminata nel 1975.
Le prime elezioni dopo l'indipendenza si tennero nel 1978 e furono una farsa, poiché Banda esaminò personalmente tutti coloro che intendevano concorrere ed escluse il 90% dei candidati dopo averli sottoposti a un test d'inglese. Verso la fine degli anni '80,Banda aveva nelle mani il sistema politico, il partito al governo e l'economia del paese. Un quotidiano calcolò che 250.000 persone erano scomparse o erano state uccise durante i trent'anni di regime di Banda. All'inizio degli anni '90, tuttavia, l'opposizione al governo totalitario di Banda crebbe, stimolata dalla fine della Guerra Fredda e dall'esaurirsi degli aiuti economici ai paesi satelliti dell'Occidente, come il Malawi.
Il momento più critico si ebbe nel 1992, quando i vescovi cattolici redassero una lettera pastorale di condanna nei confronti di Banda che portò a dimostrazioni in tutto il paese. Quando i paesi donatori annunciarono che avrebbero tagliato tutti gli aiuti non umanitari al Malawi fino a che Banda non avesse acconsentito a rinunciare al potere, per il presidente giunse la fine. Oltre l'80% degli elettori andò al voto nel referendum indetto nel 1993, esprimendosi in maggioranza a favore di un cambiamento. Nonostante una breve minaccia di golpe, l'anno successivo si tennero elezioni pluripartitiche.
Bakili Muluzu, un musulmano di Machinga, nel sud del paese, divenne il nuovo presidente. Muluzu fece immediatamente scarcerare i prigionieri, ristabilì la libertà di parola e di stampa. Banda fu processato nel 1995 per aver ordinato l'uccisione di tre ministri del governo, ma fu prosciolto e in seguitò si scusò pubblicamente per qualunque sofferenza egli potesse aver "inconsapevolmente causato".
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